Resto al Sud 2.0 documenti necessari è la ricerca che fanno gli imprenditori quando sono pronti a partire e vogliono una traccia chiara, senza giri di parole. L’obiettivo è semplice: capire cosa preparare, come ordinarlo e in che modo evitare intoppi che allungano i tempi. La misura richiede scelte nette già in partenza, perché voucher e contributo percentuale non si sommano e vanno decisi prima di caricare la pratica. Fino a 120.000 euro il grant arriva al 75%, tra 120.000 e 200.000 euro copre il 70%, e la parte residua resta a tuo carico. Con il 2.0 anche un singolo può mirare a 200.000 euro; nel “classico” lo stesso tetto si raggiunge solo con più soci e una quota in prestito. Per muoverti bene servono un piano credibile, preventivi solidi e un calendario di attivazione realistico. In questa guida trovi il metodo, i passaggi e i documenti che velocizzano l’istruttoria, con un linguaggio semplice e operativo.
Resto al Sud 2.0 documenti necessari: cosa serve davvero e perché
Il fascicolo funziona quando racconta un progetto comprensibile e misurabile. La prima pietra è il business plan: cosa vendi, a chi, con quali canali e in quali tempi. Descrivi il mercato, il posizionamento e i ricavi attesi, ma tieni i numeri puliti: costi di avvio, stime prudenti e margini spiegati con chiarezza. Collega ogni voce di spesa a un risultato concreto, come più clienti, tempi di consegna più rapidi o minori consumi. Indica i fornitori già selezionati e spiega perché li preferisci, senza toni promozionali. Un piano concreto riduce le richieste di integrazione e accorcia la strada verso l’esito positivo.
La scelta tra voucher e grant percentuale orienta tutto il resto. Se il progetto vive di software, campagne e competenze, il buono di avvio è spesso la rotta più veloce; se invece servono attrezzature, allestimenti e collaudi, conviene puntare alla copertura percentuale. Ricorda che le due strade non sono compatibili nella stessa domanda e che la quota non coperta resta a tuo carico come cofinanziamento. Metti in chiaro da subito come la coprirai, con mezzi propri, dilazioni fornitore o microcredito leggero. Mostrare una liquidità coerente con i tempi di acquisto dà fiducia a chi valuta e rende più lineare l’istruttoria.
Resto al Sud 2.0 documenti necessari: business plan, preventivi e cronoprogramma
Nel business plan bastano paragrafi puliti e tabelle essenziali. Spiega il bisogno del cliente, la soluzione, il prezzo e i canali. Inserisci i principali KPI che userai per misurare l’avvio, come lead, conversioni o capacità produttiva. Allinea codice ATECO, sede operativa e fabbisogno: ciò che compri deve servire a partire davvero, non a riempire il budget. Piace una roadmap semplice: mese di apertura, prime attivazioni, test di mercato, eventuale ampliamento. Evita tecnicismi superflui; conta la coerenza tra obiettivi e spese.
I preventivi fanno la differenza quando sono chiari e comparabili. Chiedi descrizioni precise, quantità, tempi di consegna e condizioni di pagamento. Allegali in ordine, con il fornitore identificato e la validità dell’offerta. Nel cronoprogramma lega ogni acquisto a un obiettivo: avvio sito, campagna, collaudo macchine, apertura. Al momento della rendicontazione serviranno contratti, fatture e quietanze che corrispondano ai lotti previsti; costruisci quindi un archivio semplice, già pensato per l’upload. Una base di calcolo pulita taglia le integrazioni e porta prima all’erogazione.
Identità digitale, requisiti e dichiarazioni
Per la parte anagrafica prepara ciò che serve senza eccedere. Ti occorrono SPID o CIE per accedere, una PEC attiva per ricevere le comunicazioni e documenti d’identità aggiornati. Verifica residenza o trasferimento nelle regioni del Mezzogiorno e la coerenza tra forma giuridica e progetto. Se parti come ditta individuale indica l’apertura della partita IVA; se scegli una società, specifica soci e quote, con controllo in capo ai beneficiari. Piccole attenzioni amministrative evitano ritardi e rendono più semplice il lavoro di istruttoria.
Le dichiarazioni vanno predisposte con attenzione. Servono gli atti che provano disoccupazione o inattività, le autocertificazioni sugli aiuti “de minimis”, gli impegni antimafia e le note su eventuali vincoli o permessi. Se il progetto è green, allega schede tecniche che mostrano risparmi o efficienze attese; se è digitale, indica requisiti software e livelli di servizio. Non servono effetti speciali: servono coerenza, tracciabilità e una responsabilità chiara su tempi e risultati. Così chi legge capisce, valuta e decide più in fretta.
Consulenza Gratuita e assistenza passo-passo
Se vuoi chiudere la pratica senza inciampi, posso affiancarti dalla scelta dello strumento alla presentazione finale. In una Consulenza Gratuita analizziamo requisiti, budget e tempi; decidiamo tra voucher e grant percentuale; fissiamo i lotti e costruiamo una checklist su misura. Preparo con te il business plan, organizzo i preventivi, verifico coerenza e tracciabilità dei documenti. L’obiettivo è semplice: ridurre gli errori, abbreviarne i tempi e portarti all’ammissione con un fascicolo chiaro.
Dopo l’invio resto a supporto su rendicontazione, collaudi e stati di avanzamento. Coordino fornitori, controllo fatture e scadenze, e ti aiuto a pianificare il cofinanziamento residuo senza stress di cassa. Se il tuo investimento punta a 200.000 euro, calcoliamo insieme la quota a carico tuo e la distribuiamo sul calendario in modo sostenibile. Raccontami progetto, territorio e obiettivi: ti restituisco una valutazione personalizzata e un percorso concreto per fare domanda con sicurezza.